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sabato 29 giugno 2013

MARKONEE - Club Of Broken Hearts (2013)

MARKONEE "Club Of Broken Hearts" (New Venture Music) voto: 85/100

Per Chi Ascolta: Hard Rock, Winger, Ratt, Warrent, Firehouse, Pink Cream 69, Tyketto, Black 'n' Blue

Formati nel 1999 a Bologna dal chitarrista Stefano Peresson (ex Danger Zone) insieme a Carlo Bevilacqua (ch) e assunto il monicker storpiandolo dall'illustre Guglielmo Marconi, i Markonee hanno sinora pubblicato gli albums "The Spirit Of Radio" (2006), un concept sull'invenzione della radio, e "See The Thunder" (2009), mixato e masterizzato dal famoso Beau Hill (Alice Cooper, Europe, Ratt, Winger). Dopo aver suonato in Europa e nel Regno Unito per promuovere "STT" aprendo per bands quali Winger, Gotthard, White Lion, The Sweet, Molly Hatchet, Tyketto, Soul Doctor, Y&T, L.A. Guns e House Of Shakira, la band è tornata in studio a preparare il nuovo cd, che consta di dodici brani energici e vibranti realizzati sotto la guida di Roberto Priori (Danger Zone, Wheels Of Fire), vede l'esordio al microfono del veneto Alessio Trapella (reclutato nel 2011) che prend il posto di Emiliano Gurioli e Gabriele Gozzi (Second Sight, Skill In Veins) che cantarono rispettivamente nei primi due capitoli dei Markonee.

L'opener "Native European" è a dir poco incendiaria, un brano che da anni la band esegue dal vivo e che mixa abilmente spunti class metal con arie da NWOBHM, diretto, con chitarre e voci tirate a lustro, un buon refrain accattivante ed un fiammante assolo che mi ha ricordato Steve Lynch degli Autograph. Si prosegue con "I Say No (To The V Words)", fra Ratt e Winger, trascinante hard rocker con uno scatentato Trapella ed una band che si diverte ad eseguire un brano che dal vivo troverà la sua dimensione più naturale. La title-track ha un tempo più cadenzato senza perdere in energia espressiva, un buon esempio di hard rock americano della seconda metà anni ottanta, con tracce di Heaven's Edge e Winger nel suo DNA, mentre la divertente "Piper Sniper" mi sembra meno ispirata e più scontata rispetto al restante repertorio, ma funge egregiamente da filler.
Tradizione vuole che a questo punto ci si conceda una pausa ed i Markonee ci accontentano con la soave "Never Ever Loved Me", arricchita dal piano di Michele Luppi (Los Angeles, Vision Divine, Secret Sphere), dalla viola di Alessandro Cosentino e da Germano Giusti che esegue l'assolo di tromba, il tutto in un coinvolgente crescendo di emozioni e intensità espressiva, atmosfere subito spezzate dal pesantissimo riff di "Snake Charmed", mid-tempo di scuola americana e di buona fattura seppur non originalissima, e dalla più veloce "Angel, She Kept Me Alive". In "Big Blue Iceberg" discrete tastiere accompagnano alcuni momenti dell'esecuzione che ha il suo punto di forza nel refrain corale ed anthemico, anche in questo caso un buon filler, mentre "Rock City" è un inno alla propria città natale ben sostenuto dal drumming di Ivano Zanotti e dal pulsante basso di Luigi "JJ" Frati, ma a queste preferisco "Shaken 'n' Stirred", torrida miscela di hard rock e blues che offre una diversa e sempre piacevole chiave di lettura della band, un episodio la cui porzione solista concede la possibilità di lunghe divagazioni ed improvvisazioni dal vivo.
Con "It's 25, Beth!" si torna all'hard rock più solare ed accattivante sostenuto da un songwriting solido e competente, il tutto eseguito con grande passione e professionalità, e mi sono piaciuti i tenui (ed involontari?) richiami ai Magnum di "On A Storyteller's Night" nella strofa, mentre il refrain è un classico del genere con Trapella che lancia la propria ugola sulle ottave più alte. La chiusura è affidata a "J.E.S.U.S.", introdotta da una sorta di coro da cheerleaders (ma con voci maschili) che sfocia in un bollente riff di cromato hard rock che mi ricorda la vena allegra dei Night Ranger con qualche steroide in più.
Un buonissimo album della scuola hard rock italiana che inevitabilmente richiama i maestri d'oltralpe, ma che sa farsi valere e dovrà necessariamente raccogliere i meritati frutti, quindi anche noi facciamo la nostra parte e mettiamo da parte i soldini necessari a comprare questo disco.


ABe

Massima Allerta: la prestazione della band su tutto
Pelo Nell'Uovo: qualche filler che alla fine non disturbano e non penalizzano la band

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